Dal 20 aprile 2016, data di entrata in vigore del Codice dei Contratti Pubblici (D. Lgs. 50/2016) le Amministrazioni Pubbliche, si sono trovati di fronte ad un nuovo strumento in relazione agli acquisti di beni e servizi (sopra e sotto soglia comunitaria) che ha di fatto venir meno le già poche certezze che si avevano con il D. Lgs. 163/2006.

La scomparsa degli acquisti in economia e il venir meno dei regolamenti interni delle singole amministrazioni ha portato molti operatori a confrontarsi con una serie di novità legislative spesso di difficile applicazione concreta, anche in relazione alla specificità di alcune tipologie di acquisto e segnatamente quelle relative agli acquisti sotto soglia, previsti dall’art.36 oltre alle modalità di utilizzo del Mercato Elettronico.

Le Linee Guida dell’Anac n. 4 del 26 ottobre 2016, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2016, pur nell’intento di aiutare e indirizzare tutti gli operatori della P.A. nell’affrontare le problematiche connesse agli affidamenti diretti e alle procedure negoziate, tuttavia non sono state pienamente risolutrici dei problemi che il nuovo Codice ha, di fatto, creato.

A tal fine, il 23 febbraio 2017, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo correttivo del Codice appalti, adottato a norma dell’articolo 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016 e in esito alla consultazione pubblica terminata il 22 febbraio 2017.

Nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri si precisa che l’intervento apporta modifiche e integrazioni al Codice appalti, volte a perfezionarne l’impianto normativo confermandone i pilastri fondamentali.

Poiché le disposizioni integrative e correttive al Codice dovranno essere approvate entro un anno dall’entrata in vigore del D. Lgs. 50/2016 (19 aprile 2017), è necessario addentrarsi nelle nuove norme al fine di giungere, sin da subito, ad avere una panoramica quanto mai esaustiva e completa delle nuove disposizioni.

Il nuovo Codice degli appalti ha introdotto rilevanti ed innovative disposizioni in materia di commissioni di gara soprattutto in ambito sopra soglia comunitario.

Secondo il criterio di cui alla lettera hh) dell’articolo 1 della Legge 11/2016, il Governo è stato delegato ad occuparsi della creazione, presso l’ANAC, di un Albo Nazionale obbligatorio dei componenti delle Commissioni giudicatrici di appalti pubblici e contratti di concessione, prevedendo, a seguito di apposite verifiche, un particolare regime di iscrizione all’Albo (disciplinato dall’art.78 del D. Lgs. 50/2016) le cui modalità sono state definite dall’ANAC nella Delibera n. 1190 del 16 novembre 2016 - Linee guida n. 5, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Criteri di scelta dei  commissari di  gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici” (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 283 del 3 dicembre  2016).

Parallelamente alle disposizioni in materia di commissioni di gara, il nuovo Codice ha introdotto:

1) l’obbligatorietà dell’offerta economicamente più vantaggiosa secondo le modalità che sono state definite dall’ANAC  nella Delibera n. 1005 del 21 settembre 2016 -  Linee Guida n. 2, di   attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta   economicamente più vantaggiosa”. In particolare, l’art.95, comma 2, del D. Lgs. 50/2016 ha previsto che “ Fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative al prezzo di determinate forniture o alla remunerazione di servizi specifici, le stazioni appaltanti, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, procedono all’aggiudicazione degli appalti e all’affidamento dei concorsi di progettazione e dei concorsi di idee, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo o sulla base dell’elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia quale il costo del ciclo di vita.”

2) le nuove modalità di attuazione del soccorso istruttorio previsto dall’art.83, comma 9 e recentemente oggetto di modifica da parte del Decreto Correttivo al Codice approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri il 23 febbraio 2017;

3) il Documento di Gara Unico Europeo (DGUE), previsto dall’art.85 del D. Lgs. 50/2016 le cui modalità di attuazione e compilazione sono state definite dalla Circolare del Ministero delle Infrastrutture e trasporti 18 luglio 2016, n. 3 – “Linee guida per la compilazione del modello di formulario di Documento di gara unico europeo (DGUE) approvato dal regolamento di esecuzione (UE) 2016/7 della Commissione del 5 gennaio 2016 (pubblicata in G.U. n. 174 del 27 luglio 2016).

Il corso, dal taglio squisitamente operativo, si occuperà delle problematiche connesse agli adempimenti operative in materia di Commissari di gara, offerta economicamente più vantaggiosa e DGUE oltre che degli aspetti connessi alle verifiche dei requisiti generali ex art.80 sia per il tramite della Banca Dati degli Operatori Economici prevista dall’art.81 per gli appalti sopra soglia, sia le nuove modalità di verifica degli stessi per i sotto soglia anche per le procedure gestate tramite il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, secondo le novità introdotte dal Decreto Correttivo al Codice.

Una delle maggiori novità del nuovo codice riguarda la procedura di affidamento dei servizi sociali.

La differenza sostanziale, rispetto al D. Lgs. 163/2006, si evidenzia nella circostanza che da appalti esclusi – dall’applicazione integrale del codice – come previsto nelle morme previgenti, vengono oggi ricondotti nell’ambito dei settori ordinari/speciali di cui al D. Lgs. 50/2016.

In attuazione di quanto previsto nella legge delega e, soprattutto, nei considerando e nelle norme delle direttive comunitarie (in particolare la direttiva 24/2014) nell’ambito di importi pari o superiori a determinate soglie, infatti, agli appalti dei servizi sociali si applica una disciplina espressamente prevista nel codice comunque speciali rispetto ai regimi ordinari.

La questione sulle procedure di affidamento applicabili agli appalti in argomento appare complicata dalla circostanza che le norme del nuovo codice non chiariscono testualmente gli ambiti applicative rispetto proprio agli appalti dei servizi sociali con un solo richiamo espresso contenuto nell’art.142.

Il corso cercherà di affrontare tutti gli aspetti normative e operative per giungere ad una corretta definizione e gestione di questo tipo di affidamenti anche alla luce delle recenti precisazioni espresso dall’ANAC con le recenti FAQ relative alle problematiche applicative poste dal nuovo Codice.

Particolare attenzione sarà dedicata al regime giuridico applicabile a questo tipo di affidamenti ivi compresi gli affidamenti legali

 

Negli ultimi tempi la gestione delle risorse umane nelle amministrazioni pubbliche ed, in particolare, nelle regioni e negli enti locali ha assunto un livello di complessità che pone gli operatori del sistema in gravi difficoltà operative, conseguenti ad una stratificazione di norme e di meccanismi di gestione che, spesso, risultano di difficile comprensione e di incerta applicazione. Si pensi agli interventi sulle assunzioni, sui fondi di finanziamento del salario accessorio, sugli istituti giuridici ed economici del lavoro pubblico, sulla mobilità, sul calcolo della spesa di personale, sulle responsabilità disciplinari, ed altri ambiti ancora, da sempre oggetto di continui e complessi interventi normativi e di orientamento attuativo da parte degli interlocutori istituzionali. L’incontro formativo, quindi, vuole mettere a fuoco le criticità gestionali che, in materia, gli operatori sono costretti ad affrontare, in un quadro di norme incerte e di difficile lettura, fornendo un confronto qualificato sulle soluzioni da adottare per agire nella piena osservanza del quadro legislativo e contrattuale oggi vigente.

L’ampia diffusione delle tecnologie dell’informazione e comunicazione sta generando nuovi modelli amministrativi, ai quali l’ente deve adeguarsi con consapevolezza rivedendo processi e procedure.
Le nuove regole tecniche in materia di formazione dei documenti informatici (DPCM 13 novembre 2014) nonché quelle relative alle nuove disposizioni sul protocollo informatico e la conservazione digitale (DPCM 3 dicembre 2013), contribuiscono significativamente a completare il quadro regolamentare previsto dall’art. 71 del CAD e confermano con decisione la strada verso una Pubblica Amministrazione digitalizzata e trasparente già indicata dalla L. 241/90.

Il presente corso di formazione verte sul confronto teorico pratico volto al consolidamento della propria consapevolezza contabile in ambito economico patrimoniale.
In particolare la presente attività formativa è rivolta ai funzionari ed applicati che materialmente dovranno affrontare dal primo gennaio 2016 tale problematica con la presentazione in primis di cosa si intenda per contabilità economico patrimoniale, “ Partita doppia” e “ Partita semplice”, esemplificazioni di scritture base e complesse da svolgere sotto forma di brainstorming, l’analisi dei principi contabili propri della nuova contabilità, l’analisi approfondita del piano dei conti integrato con particolare attenzione all’aggettivo integrato e dei nuovi schemi di bilancio.

 

La normativa in materia di prevenzione del fenomeno della corruzione, così come i recenti interventi legislativi sul tema della trasparenza delle pubbliche amministrazioni, saranno oggetto di analisi e approfondimento, anche con riferimento alla  loro applicazione alle società in controllo pubblico.  
Il corso tratterà, altresì, dei recenti sviluppi della disciplina della rotazione del personale e dei dirigenti della pubblica amministrazione, evidenziando i più recenti orientamenti pretori espressi sul tema dalla magistratura, oltre che dalla Autorità  nazionale anticorruzione.

Non mancherà, infine, un riferimento  al tema della responsabilità amministrativo contabile e disciplinare dei pubblici dipendenti, oltre che una analisi del concetto di legalità pubblica conseguente ad una analisi sistematica della disciplina come novellata dai recenti provvedimenti di riforma. 

L’iniziativa  formativa  si   rivolge principalmente ai Comuni impositori in qualità di soggetti attivi d’imposta e si  propone di esaminare in maniera organica l’attuale disciplina della I.U.C. (Imposta Unica Comunale) rinveniente dalla normativa contenuta nella L.n°147/2013  alla luce delle novità ultime introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (L.n°208/2015).  In particolare, l’esonero dell’abitazione principale anche per la TASI; la riduzione per le abitazioni in comodato; i fabbricati con impianti “imbullonati;” la riduzione per gli immobili locati a canone concordato;  la nuova gestione dei rifiuti speciali non assimilabili agli urbani. Il corso di taglio pratico-applicativo intende focalizzare le ultime   novità sopravvenute in materia di IMU – TARI e TASI  segnalando in aula le maggiori criticità rinvenienti dall’applicazione della normativa  attualmente vigente, al fine di “ottimizzare”  il gettito delle entrate tributarie; esigenza quest’ultima assolutamente imprescindibile per le casse comunali.  Si tratta in sostanza di un tributo costituito da una parte patrimoniale riconducibile al possesso di immobili,  dall’altra parte riferita ai servizi indivisibili (TASI) e da ultimo finalizzata a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (TARI).

Ampio spazio sarà dedicato all’analisi di casi pratici, richiamando in aula le strategie difensive più idonee da adottare in sede giudiziale, segnalando la giurisprudenza di merito  e  di legittimità più recente riconducibile alle diverse problematiche.

Il 31 gennaio 2016 è il temine ultimo per inviare in conservazione i documenti fiscalmente rilevanti e tutte le fatture elettroniche ricevute e spedite nel 2015. La procedura descritta dal DM 17 giugno 2014 prevede la produzione di un archivio fiscale utile a garantire l’integrità, l’autenticità e leggibilità nonché la ricerca dei documenti fiscali relativi all’anno di imposta per tutto il periodo di conservazione previsto dal codice civile (10 anni). Il processo di conservazione coinvolge anche i documenti amministrativi informatici e dovrà seguire le attività disposte dal DPCM 3 dicembre 2013, tra queste la nomina di un responsabile della conservazione, l’adozione di un manuale di conservazione e l’individuazione del conservatore accreditato qualora l’ente decida di esternalizzare il processo di conservazione. Il mancato rispetto delle procedure previste, comporta oltre a responsabilità dirigenziali disposte dal Codice dell’Amministrazione Digitale, anche responsabilità in merito alla mancata tenuta delle scritture contabili, sanzionate dall’art 9 del Dlgs 471/97.

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