Il presente corso di formazione verte sul confronto teorico pratico volto al consolidamento della propria consapevolezza contabile in ambito economico patrimoniale.
In particolare la presente attività formativa è rivolta ai funzionari ed applicati che materialmente dovranno affrontare dal primo gennaio 2016 tale problematica con la presentazione in primis di cosa si intenda per contabilità economico patrimoniale, “ Partita doppia” e “ Partita semplice”, esemplificazioni di scritture base e complesse da svolgere sotto forma di brainstorming, l’analisi dei principi contabili propri della nuova contabilità, l’analisi approfondita del piano dei conti integrato con particolare attenzione all’aggettivo integrato e dei nuovi schemi di bilancio.

Con il contributo incondizionato di

 

 

Il decreto SCIA 2 (dlgs n. 222 del 25 novembre 2016) che, in attuazione della legge delega 124/2015, ha introdotto importanti semplificazioni in materia edilizia (DPR 380/2001). Il testo è entrato in vigore l’11 dicembre 2016. Tra le principali novità:  il riassetto dei titoli edilizi  l’ampliamento degli interventi in edilizia libera  individuate nuove attività rientranti nell’ambito della SCIA  l’introduzione della tabella unica nazionale con tipologia di intervento e corretto titolo abilitativo  la segnalazione certificata di agibilità al posto del certificato di agibilità Il testo stabilisce, inoltre, che i Comuni forniranno gratuitamente la necessaria attività di consulenza funzionale all’istruttoria. Questo significa che i tecnici incaricati di elaborare un progetto potranno preventivamente chiedere al Comune un’interpretazione delle norme vigenti, in modo da non incorrere in bocciature e divieti successivi. Una volta ottenuta la risposta dagli uffici preposti, i progettisti dovrebbero poter presentare la Scia e avviare i lavori senza temere che il cantiere venga fermato. In base al decreto, le Regioni e gli Enti locali avranno tempo fino al 30 giugno 2017 per adeguarsi alle nuove disposizioni. In alcuni casi potranno apportare delle modifiche alle procedure. Inoltre, con l’Accordo del 4 maggio 2017 tra Governo, Regioni ed enti locali, siglato in Conferenza Unificata, è stata raggiunta l’intesa sui nuovi moduli unificati e standardizzati per comunicazioni e istanze nei settori dell'edilizia e delle attività commerciali. La modulistica per i titoli abilitativi edilizi (CILA, SCIA e SCIA alternativa al permesso di costruire, CIL per opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, Comunicazione di fine lavori) è stata adeguata alle novità introdotte al Dlgs 126/2016 e Dlgs 222/2016. Inoltre, è stata adottata la modulistica per la SCIA ai fini dell’agibilità, che, secondo il Governo, consentirà di eliminare i circa 150.000 certificati di agibilità che ogni anno sono rilasciati in Italia. I nuovi moduli unici per l’edilizia saranno operativi dal 30 giugno 2017. Potranno subire degli aggiustamenti per adeguarsi a delle specifiche esigenze locali, ma in questo caso le Regioni dovranno completare i lavori entro il 20 giugno 2017. L’articolo 2 del Dlgs 126/ 2016 prevede specifici divieti e sanzioni per i Comuni che non si adeguano: la mancata pubblicazione sul sito istituzionale dei moduli entro il 30 giugno costituirà illecito disciplinare punibile con la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi. Anche la richiesta d’informazioni e documenti non corrispondenti a quelli pubblicati sul sito istituzionale costituisce illecito disciplinare. Per preparasi adeguatamente ai nuovi regimi edilizi il corso sarà effettuato in due parti: 1) studio e approfondimento del decreto SCIA 2 (dlgs n. 222 del 25 novembre 2016); comparazione tra il DPR 380/2001 prima e dopo il Decreto SCIA 2. 2) illustrazione e approfondimento dei nuovi moduli unificati e standardizzati per comunicazioni e istanze nei settori dell'edilizia;

Premessa

Cosa è un gruppo di lavoro? Quali sono i COMPORTAMENTI CONDIVISI che rendono un gruppo di persone un Team affiatato? Quali vantaggi può trarre un gruppo che viaggia sulla stessa “lunghezza d'onda” in termini di diminuzione del RISCHIO di STRESS da LAVORO CORRELATO?

La valutazione del rischio, così come prevista dal D.Lgs. 81/08, va intesa come l’insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive ed operative, che devono essere attuate per pervenire ad una “stima” del rischio di esposizione a fattori di pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori, in relazione alla tipologia di impiego

In generale i rischi lavorativi possono essere divisi in rischi per la sicurezza, rischi per la salute e rischi trasversali o psicosociali.

I rischi trasversali sono stati così definiti appunto perché una disfunzione nelle interazioni di tipo ergonomico, organizzativo e psicologico può produrre danni sia per la salute che per la sicurezza.

Lavorare in condizioni di disagio e stress può infatti avere un ruolo rilevante quanto meno come concausa di danni alla salute.

Pertanto, lo stress da lavoro correlato è una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste, o di non essere all’altezza delle aspettative.

Lo stress non è una malattia, ma un’esposizione prolungata ad esso può ridurre l’efficienza nel lavoro e può causare malattie. Lo stress da lavoro può essere causato da fattori diversi, come ad esempio il contenuto del lavoro, la sua organizzazione, l’ambiente, la scarsa comunicazione, l'incapacità di sopportare un certo tipo di Leadership.

 

 

La normativa in materia di prevenzione del fenomeno della corruzione, così come i recenti interventi legislativi sul tema della trasparenza delle pubbliche amministrazioni, saranno oggetto di analisi e approfondimento, anche con riferimento alla  loro applicazione alle società in controllo pubblico.  
Il corso tratterà, altresì, dei recenti sviluppi della disciplina della rotazione del personale e dei dirigenti della pubblica amministrazione, evidenziando i più recenti orientamenti pretori espressi sul tema dalla magistratura, oltre che dalla Autorità  nazionale anticorruzione.

Non mancherà, infine, un riferimento  al tema della responsabilità amministrativo contabile e disciplinare dei pubblici dipendenti, oltre che una analisi del concetto di legalità pubblica conseguente ad una analisi sistematica della disciplina come novellata dai recenti provvedimenti di riforma. 

L’iniziativa  formativa  si   rivolge principalmente ai Comuni impositori in qualità di soggetti attivi d’imposta e si  propone di esaminare in maniera organica l’attuale disciplina della I.U.C. (Imposta Unica Comunale) rinveniente dalla normativa contenuta nella L.n°147/2013  alla luce delle novità ultime introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (L.n°208/2015).  In particolare, l’esonero dell’abitazione principale anche per la TASI; la riduzione per le abitazioni in comodato; i fabbricati con impianti “imbullonati;” la riduzione per gli immobili locati a canone concordato;  la nuova gestione dei rifiuti speciali non assimilabili agli urbani. Il corso di taglio pratico-applicativo intende focalizzare le ultime   novità sopravvenute in materia di IMU – TARI e TASI  segnalando in aula le maggiori criticità rinvenienti dall’applicazione della normativa  attualmente vigente, al fine di “ottimizzare”  il gettito delle entrate tributarie; esigenza quest’ultima assolutamente imprescindibile per le casse comunali.  Si tratta in sostanza di un tributo costituito da una parte patrimoniale riconducibile al possesso di immobili,  dall’altra parte riferita ai servizi indivisibili (TASI) e da ultimo finalizzata a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (TARI).

Ampio spazio sarà dedicato all’analisi di casi pratici, richiamando in aula le strategie difensive più idonee da adottare in sede giudiziale, segnalando la giurisprudenza di merito  e  di legittimità più recente riconducibile alle diverse problematiche.

Il 31 gennaio 2016 è il temine ultimo per inviare in conservazione i documenti fiscalmente rilevanti e tutte le fatture elettroniche ricevute e spedite nel 2015. La procedura descritta dal DM 17 giugno 2014 prevede la produzione di un archivio fiscale utile a garantire l’integrità, l’autenticità e leggibilità nonché la ricerca dei documenti fiscali relativi all’anno di imposta per tutto il periodo di conservazione previsto dal codice civile (10 anni). Il processo di conservazione coinvolge anche i documenti amministrativi informatici e dovrà seguire le attività disposte dal DPCM 3 dicembre 2013, tra queste la nomina di un responsabile della conservazione, l’adozione di un manuale di conservazione e l’individuazione del conservatore accreditato qualora l’ente decida di esternalizzare il processo di conservazione. Il mancato rispetto delle procedure previste, comporta oltre a responsabilità dirigenziali disposte dal Codice dell’Amministrazione Digitale, anche responsabilità in merito alla mancata tenuta delle scritture contabili, sanzionate dall’art 9 del Dlgs 471/97.

Il 31 gennaio 2016 è il temine ultimo per inviare in conservazione i documenti fiscalmente rilevanti e tutte le fatture elettroniche ricevute e spedite nel 2015. La procedura descritta dal DM 17 giugno 2014 prevede la produzione di un archivio fiscale utile a garantire l’integrità, l’autenticità e leggibilità nonché la ricerca dei documenti fiscali relativi all’anno di imposta per tutto il periodo di conservazione previsto dal codice civile (10 anni). Il processo di conservazione coinvolge anche i documenti amministrativi informatici e dovrà seguire le attività disposte dal DPCM 3 dicembre 2013, tra queste la nomina di un responsabile della conservazione, l’adozione di un manuale di conservazione e l’individuazione del conservatore accreditato qualora l’ente decida di esternalizzare il processo di conservazione. Il mancato rispetto delle procedure previste, comporta oltre a responsabilità dirigenziali disposte dal Codice dell’Amministrazione Digitale, anche responsabilità in merito alla mancata tenuta delle scritture contabili, sanzionate dall’art 9 del Dlgs 471/97.

Il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (Nuovo Codice dei Contratti Pubblici) ha creato in tutti gli operatori del settore la necessità di “azzerare” le ormai obsolete “certezze” normative derivanti dal D.Lgs. 163/2006 e dal relativo Regolamento di esecuzione (D.Lgs. 207/2010) per rivedere modelli operativi, prassi e capacità di organizzazione al fine di avviare procedure di gara e atti che siano conformi al dettato della nuova disciplina che si presenta incerta, stante l’immediata operatività delle nuove norme e foriera di responsabilità per tutti coloro che sono chiamati ad operare.

Il Corso intende fornire a tutti coloro che operano all’interno degli uffici appalti e contratti delle stazioni appaltanti i necessari strumenti giuridici, operativi e pratici per familiarizzare con la nuova disciplina soprattutto nella materia degli acquisti sotto soglia comunitaria evitando di incorrere in errori in tutte le fasi relative alla scelta del contrante, ai criteri di aggiudicazione, alle forme di pubblicità non tralasciando di analizzare la figura del Responsabile del Procedimento e del Direttore dell’Esecuzione del Contratto e di suggerire la nuova modulistica relativa a tutte le varie fasi previste dal nuovo codice.

Saranno analizzate le nuove Linee Guida dell’Anac pubblicate in data 6 luglio 2016 (anche alla luce del parere del Consiglio di Stato del 3 agosto 2016), le nuove modalità operative di acquisizione del CIG e alle relative tempistiche alla luce di due Comunicati del Presidente dell’ANAC del 13 luglio 2016 pubblicati in data 8 agosto 2016. Saranno inoltre analizzate le Linee Guida sul Documento di Gara Unico Europeo alla Luce della Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 3 del 18 luglio 2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 174 del 27 luglio 2016.

Il tutto alla luce del nuovo Piano Nazionale Anticorruzione 2016.

Saranno infine analizzate le nuove modalità di utilizzo del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione oltre che alle modalità di esecuzione e stipula del contratto.  

A distanza di dieci anni dalla pubblicazione del Codice dell’amministrazione digitale, in occasione dei decreti del 2016 che ne modificano alcune parti e del Regolamento europeo eIDAS entrato in vigore il 1 luglio 2016, le pubbliche amministrazioni sono tenute a svolgere la loro attività con l'uso esclusivo delle tecnologie digitali. In tal senso il legislatore è intervenuto più volte negli ultimi anni, però l'applicazione delle norme non sempre è agevole sia per difficoltà tecnologiche e organizzative, sia perché spesso non si è fatta un'adeguata opera di formazione rivolta a tutto il personale. Il corso si propone di presentare in maniera organica e completa la riforma in senso elettronico della pubblica amministrazione consentendo ai partecipanti di conoscere gli elementi essenziali e i principali obblighi di utilizzo di strumenti informatici, fornendo anche indicazioni operative e presentando alcune simulazioni. In questo primo incontro si vuole offrire uno sguardo ampio e generale della digitalizzazione della PA introducendo gli elementi di novità dell’Agenda digitale italiana, tratteggiando l'intero quadro normativo pur soffermandosi sulle principali e più recenti disposizioni, offrendo una prima presentazione delle figure di responsabilità della gestione documentale, degli strumenti della PA, dei documenti da predisporre e, infine, indicando le prossime scadenze e gli obblighi connessi.

 

 

Pagine