Il sistema dei controlli interni, che riveste un ruolo essenziale nel contesto della riforma delle Autonomie locali, è stato oggetto, negli ultimi anni, di profonde modificazioni.

In ultimo, il D.L. 10 ottobre 2012, n.174, così come convertito nella Legge 7 dicembre 2012,n.213, ha imposto agli Enti locali di organizzare un sistema di controlli rafforzato rispetto al passato e strutturato su nuovi criteri e modalità, in cui risultano ridefiniti gli organi esercenti attività di controllo.

La giornata di studio si propone di fornire un quadro sistematico del nuovo scenario, illustrando, in particolare, il rapporto tra organi di indirizzo politico e di controllo e apparato gestionale, con particolare riferimento al ruolo, alle competenze e alle responsabilità dei revisori contabili alla luce, altresì, delle nuove forme di responsabilità sanzionatoria introdotte dal legislatore e di natura pretoria.

Com’è noto, il recentissimo decreto correttivo n. 56/2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 103 del 5 maggio 2017), ha rivoluzionato in maniera notevole il Codice degli appalti, da un lato introducendo norme di apparente semplificazione, dall’altra avviando un percorso di procedimentalizzazione che dovrà necessariamente tener conto dei principi in tema di trasparenza, prevenzione della corruzione e motivazione degli atti, che devono caratterizzare tutte le procedure di affidamento e, segnatamente, quelle sotto soglia.

Il Corso vuole fornire un “esame” immediatamente operativo sulle principali novità al fine di consentire a tutti i dipendenti della P.A. impegnati nelle procedure di acquisto di beni e servizi, trovare risposte concrete alle difficoltà quotidiane che questa materia comporta.

http://www.isformconsulting.it/sites/default/files/modulo%20iscrizione.pdfIl sistema dei controlli interni, che riveste un ruolo essenziale nel contesto della riforma delle Autonomie locali, è stato oggetto, negli ultimi anni, di profonde modificazioni.

In ultimo, il D.L. 10 ottobre 2012, n.174, così come convertito nella Legge 7 dicembre 2012,n.213, ha imposto agli Enti locali di organizzare un sistema di controlli rafforzato rispetto al passato e strutturato su nuovi criteri e modalità, in cui risultano ridefiniti gli organi esercenti attività di controllo.

La giornata di studio si propone di fornire un quadro sistematico del nuovo scenario, illustrando, in particolare, il rapporto tra organi di indirizzo politico e di controllo e apparato gestionale, con particolare riferimento al ruolo, alle competenze e alle responsabilità dei revisori contabili alla luce, altresì, delle nuove forme di responsabilità sanzionatoria introdotte dal legislatore e di natura pretoria.

Com’è noto, il recentissimo decreto correttivo n. 56/2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 103 del 5 maggio 2017), ha rivoluzionato in maniera notevole il Codice degli appalti, da un lato introducendo norme di apparente semplificazione, dall’altra avviando un percorso di procedimentalizzazione che dovrà necessariamente tener conto dei principi in tema di trasparenza, prevenzione della corruzione e motivazione degli atti, che devono caratterizzare tutte le procedure di affidamento e, segnatamente, quelle sotto soglia.

Il Corso vuole fornire un “esame” immediatamente operativo sulle principali novità al fine di consentire a tutti i dipendenti della P.A. impegnati nelle procedure di acquisto di beni e servizi, trovare risposte concrete alle difficoltà quotidiane che questa materia comporta.

Con il contributo incondizionato di

 

 

Il decreto SCIA 2 (dlgs n. 222 del 25 novembre 2016) che, in attuazione della legge delega 124/2015, ha introdotto importanti semplificazioni in materia edilizia (DPR 380/2001). Il testo è entrato in vigore l’11 dicembre 2016. Tra le principali novità:  il riassetto dei titoli edilizi  l’ampliamento degli interventi in edilizia libera  individuate nuove attività rientranti nell’ambito della SCIA  l’introduzione della tabella unica nazionale con tipologia di intervento e corretto titolo abilitativo  la segnalazione certificata di agibilità al posto del certificato di agibilità Il testo stabilisce, inoltre, che i Comuni forniranno gratuitamente la necessaria attività di consulenza funzionale all’istruttoria. Questo significa che i tecnici incaricati di elaborare un progetto potranno preventivamente chiedere al Comune un’interpretazione delle norme vigenti, in modo da non incorrere in bocciature e divieti successivi. Una volta ottenuta la risposta dagli uffici preposti, i progettisti dovrebbero poter presentare la Scia e avviare i lavori senza temere che il cantiere venga fermato. In base al decreto, le Regioni e gli Enti locali avranno tempo fino al 30 giugno 2017 per adeguarsi alle nuove disposizioni. In alcuni casi potranno apportare delle modifiche alle procedure. Inoltre, con l’Accordo del 4 maggio 2017 tra Governo, Regioni ed enti locali, siglato in Conferenza Unificata, è stata raggiunta l’intesa sui nuovi moduli unificati e standardizzati per comunicazioni e istanze nei settori dell'edilizia e delle attività commerciali. La modulistica per i titoli abilitativi edilizi (CILA, SCIA e SCIA alternativa al permesso di costruire, CIL per opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, Comunicazione di fine lavori) è stata adeguata alle novità introdotte al Dlgs 126/2016 e Dlgs 222/2016. Inoltre, è stata adottata la modulistica per la SCIA ai fini dell’agibilità, che, secondo il Governo, consentirà di eliminare i circa 150.000 certificati di agibilità che ogni anno sono rilasciati in Italia. I nuovi moduli unici per l’edilizia saranno operativi dal 30 giugno 2017. Potranno subire degli aggiustamenti per adeguarsi a delle specifiche esigenze locali, ma in questo caso le Regioni dovranno completare i lavori entro il 20 giugno 2017. L’articolo 2 del Dlgs 126/ 2016 prevede specifici divieti e sanzioni per i Comuni che non si adeguano: la mancata pubblicazione sul sito istituzionale dei moduli entro il 30 giugno costituirà illecito disciplinare punibile con la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi. Anche la richiesta d’informazioni e documenti non corrispondenti a quelli pubblicati sul sito istituzionale costituisce illecito disciplinare. Per preparasi adeguatamente ai nuovi regimi edilizi il corso sarà effettuato in due parti: 1) studio e approfondimento del decreto SCIA 2 (dlgs n. 222 del 25 novembre 2016); comparazione tra il DPR 380/2001 prima e dopo il Decreto SCIA 2. 2) illustrazione e approfondimento dei nuovi moduli unificati e standardizzati per comunicazioni e istanze nei settori dell'edilizia;

L’impiego di fondi comunitari è attualmente la strada principale percorsa da Enti Pubblici e privati, così come da liberi professionisti, Associazioni ed Istituti per il finanziamento di progetti finalizzati alla crescita e allo sviluppo degli stessi. Alla luce degli onerosi costi richiesti nell’avvio di progetti e dell’impossibilità per gli Enti di finanziare autonomamente opere  di interesse per la collettività, i fondi comunitari rappresentano un’opportunità indiscussa.
In virtù dell’applicazione del principio della sana gestione finanziaria, tutti i progetti finanziati dai fondi comunitari sono sottoposti ad un diversificato e rigoroso sistema di gestione e controllo delle spese al fine di garantire il corretto utilizzo delle risorse.
Data la rilevanza che questi fondi assumono risulta indispensabile conoscere nel dettaglio sia le normative che disciplinano la rendicontazione sia  il sistema e le procedure di controllo sugli Enti beneficiari,  per evitare il rischio di incorrere in errori e omissioni che potrebbero comportare la revoca del finanziamento stesso.
Il corso sulla “Rendicontazione dei progetti finanziati” si propone come strumento di informazione e formazione a 360° finalizzato al corretto rispetto delle normative in materia di rendicontazione e a prevenire la perdita di finanziamenti per mancata e/o insufficiente conoscenza delle procedure richieste nonché per inadempienze in materia comunitaria da parte dell’Ente richiedente o beneficiario.

Il presente corso di formazione verte sul confronto teorico pratico volto al consolidamento della propria consapevolezza contabile in ambito economico patrimoniale.
In particolare la presente attività formativa è rivolta ai funzionari ed applicati che materialmente dovranno affrontare dal primo gennaio 2016 tale problematica con la presentazione in primis di cosa si intenda per contabilità economico patrimoniale, “ Partita doppia” e “ Partita semplice”, esemplificazioni di scritture base e complesse da svolgere sotto forma di brainstorming, l’analisi dei principi contabili propri della nuova contabilità, l’analisi approfondita del piano dei conti integrato con particolare attenzione all’aggettivo integrato e dei nuovi schemi di bilancio.
Particolare attenzione sarà data alla definizione del risultato economico e patrimoniale e della sua nuova rappresentazione con un particolare focus di confronto con quanto sin ora si è detto.In conclusione, nell’ottica del bilancio consolidato, si ripercorreranno tutte le tappe per definire tale documento partendo dagli obiettivi, passando alla definizione del gruppo pubblico e concludendo con l’analisi degli schemi che compongono tale importante strumento di reporting.

L’ampia diffusione delle tecnologie dell’informazione e comunicazione sta generando nuovi modelli amministrativi, ai quali l’ente deve adeguarsi con consapevolezza rivedendo processi e procedure.
Le nuove regole tecniche in materia di formazione dei documenti informatici (DPCM 13 novembre 2014) nonché quelle relative alle nuove disposizioni sul protocollo informatico e la conservazione digitale (DPCM 3 dicembre 2013), contribuiscono significativamente a completare il quadro regolamentare previsto dall’art. 71 del CAD e confermano con decisione la strada verso una Pubblica Amministrazione digitalizzata e trasparente già indicata dalla L. 241/90.
Il corso intende descrivere l’intero ciclo di vita dei documenti amministrativi informatici, nel rispetto delle Linee guida pubblicate da AGID (Agenzia per l’Italia digitale) chiarendo i rischi, responsabilità e le opportunità dell’ente nella migrazione al digitale.

Premessa

Cosa è un gruppo di lavoro? Quali sono i COMPORTAMENTI CONDIVISI che rendono un gruppo di persone un Team affiatato? Quali vantaggi può trarre un gruppo che viaggia sulla stessa “lunghezza d'onda” in termini di diminuzione del RISCHIO di STRESS da LAVORO CORRELATO?

La valutazione del rischio, così come prevista dal D.Lgs. 81/08, va intesa come l’insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive ed operative, che devono essere attuate per pervenire ad una “stima” del rischio di esposizione a fattori di pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori, in relazione alla tipologia di impiego

In generale i rischi lavorativi possono essere divisi in rischi per la sicurezza, rischi per la salute e rischi trasversali o psicosociali.

I rischi trasversali sono stati così definiti appunto perché una disfunzione nelle interazioni di tipo ergonomico, organizzativo e psicologico può produrre danni sia per la salute che per la sicurezza.

Lavorare in condizioni di disagio e stress può infatti avere un ruolo rilevante quanto meno come concausa di danni alla salute.

Pertanto, lo stress da lavoro correlato è una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste, o di non essere all’altezza delle aspettative.

Lo stress non è una malattia, ma un’esposizione prolungata ad esso può ridurre l’efficienza nel lavoro e può causare malattie. Lo stress da lavoro può essere causato da fattori diversi, come ad esempio il contenuto del lavoro, la sua organizzazione, l’ambiente, la scarsa comunicazione, l'incapacità di sopportare un certo tipo di Leadership.