BARI, 20 Luglio 2017- Lo split payment: modalità applicative in vigore dall' 1/07/2017

Dal 1 luglio 2017 il meccanismo dello split payment amplia la sfera applicativa sia per quanto riguarda i soggetti acquirenti di beni e servizi che per quanto riguarda i soggetti cedenti e prestatori di beni e servizi.

I nuovi destinatari. Possono essere raggruppati in tre grandi sottoinsiemi: gli enti e le società definiti come appartenenti alla Pubblica Amministrazione, le società controllate dalla Presidenza del Consiglio, dai Ministeri e dagli enti territoriali (nuovo comma 1-bis dell’art. 17-ter), le società quotate (lettera d dello stesso comma 1-bis).

Il primo gruppo di new-entry è costituito dalle Pubbliche Amministrazioni, definite con riferimento all'art. 1 co. 2 della L. 196/09; ciò implica – identicamente a quanto accade per l’individuazione dei soggetti destinatari di fattura elettronica per obbligo – la necessità di ricomprendere tutti gli enti e le società indicate nell'elenco che l’Istat pubblica ogni anno entro il 30 settembre. Il secondo gruppo di nuovi ingressi è costituito dalle società controllate. Lo split sarà infatti rivolto a tutte le società controllate non solo dai Ministeri e dalla Presidenza del Consiglio ma anche da regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni. Si deve trattare di controllo diretto, ai sensi dei numeri 1) e 2) dell’art. 2359 codice civile e cioè di società in cui i predetti enti dispongono della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria o comunque di voti sufficienti per orientare le decisioni della medesima.

Saranno altresì destinatarie di split le società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (e cioè mediante detenzione della maggioranza dei voti di assemblea ordinaria), dalle società sopra menzionate.
Il terzo gruppo di nuovi destinatari di split è costituito dalle società quotate inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa italiana; con successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze potrà essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario. 

Lo split payment o scissione dei pagamenti è una forma di liquidazione IVA che prevede che nei rapporti tra aziende o professionisti e la Pubblica Amministrazione sia quest'ultima a contribuire l'imposta relativa alla transazione. Questa procedura inclusa nella Legge di Stabilità 2015, devia dalla regola generale secondo cui l'IVA viene addebitata in fattura al cliente e poi versata alle casse dell'Erario dal fornitore ma impone invece che sia la Pubblica Amministrazione a farlo direttamente.

Questo approccio mira a ridurre l'evasione fiscale.

Split payment e reverse charge:

Lo split payment viene abbinato all'uso del reverse charge per lo stesso obiettivo fiscale. Anche l'inversione contabile (reverse charge), infatti, impone che sia il cliente a trasferire l'ammontare IVA.

    Ambito soggettivo e oggettivo di applicazione:

  • Emissione delle fatture da parte del fornitore;
  • Emissione delle note di variazione IVA da parte del fornitore;
  • Versamento IVA da parte dell’acquirente;
  • Ricezione di note di variazione IVA da parte dell’acquirente;
  • Rilevazioni contabili dell’acquirente;
  • Split payment e Reverse Charge;
  • Estensione Split payment in virtù del D.L. n. 50/2017;
  • Richiesta del DURC;
  • Controlli dell’Agenzia delle Entrate;
  • Sanzioni per le violazioni commesse dall’acquirente.

 

Data 20 Luglio 2017
Durata dalle ore 9.00 alle ore 17.00
Sede Bari- The Nicolaus Hotel
Docente Dott. Armando Urbano
Quota di Partecipazione

Euro 315.00 + IVA se dovuta ( In caso di Ente pubblico esente ex Art. 10 D.P.R. 633/72 come modificato dall'art. 14 L. 537/93

 

La quota comprende Partecipazione al corso, materiale didattico, coffee break, colazione di lavoro e attestato di partecipazione
Scontistica

OFFERTA 4X3:
Per partecipanti allo stesso corso provenienti da uno stesso Ente/ Azienda vi è la possibilità di una iscrizione gratuita ogni tre iscrizioni paganti.

N.B: Le iscrizioni devono essere effettuate entro 8 giorni dalla data dell'attività formativa.

I Corsi a catalogo non sono figurabili come appalti di servizi.
Pertanto per il loro acquisto non è necessario transitare dalle Centrali di Committenza
( nazionale o regionale), nè è prevista la richiesta del CIG. Si veda anche paragrafo 3.9 della Determinazione dell'AVCP n. 4 del 7 luglio 2011.

 

 

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